Crisi demografica in Cina, grande sfida per l’economia del dragone

Curva demografica cinese (ISPI)
l numero di bambini nati in Cina lo scorso anno è stato il più basso dal 1961.
L’ultimo censimento decennale della Cina ha mostrato che la popolazione del paese sta crescendo al ritmo più lento degli ultimi decenni.
Solo 12 milioni di bambini sono nati lo scorso anno in una nazione che secondo l’ultimo censimento di 1,41 miliardi di persone. É il minor numero di nati dal 1961 e un nuovo segno di una crisi demografica incombente.
L’economia cinese ha fatto affidamento a lungo su una popolazione enorme e un bacino crescente di giovani lavoratori. Ma la crescita economica sarà difficile da mantenere se il numero degli occupati continuerà a ridursi. Lo sviluppo della Cina è basato su due fattori: la domanda interna in continua crescita e la massa occupata e produttiva anche essa in crescita
Le nascite sono ora diminuite per quattro anni consecutivi. Molti dei problemi demografici della Cina derivano dalla politica del figlio unico imposta da Pechino nel 1980 per contenere la crescita della popolazione, rafforzandola con misure a volte draconiane.
I risultati del censimento potrebbero costringere Xi Jinping, il leader del paese, a fare i conti con i fallimenti della politica di pianificazione familiare del Partito comunista al potere. Fattori chiave: i costi per crescere i figli e i ritardi nel matrimonio tra le donne istruite sono tra gli altri motivi per cui le persone in Cina stanno avendo meno figli. Anche il tasso di divorzi è aumentato costantemente dal 2003.
“La Cina sta affrontando una sfida demografica unica che è la più urgente e grave al mondo”, ha detto un professore di ricerca di economia applicata all’Università di Pechino. “Questa è una bomba a orologeria a lungo termine.”
Come riporta l’Ispi, La Cina di oggi è un paese a rapido invecchiamento con un’età mediana di 38 anni (era di 19 anni nel 1970), destinata a salire a 48 nel 2050, con un tasso di dipendenza (rapporto della popolazione inattiva rispetto a quella in età lavorativa) che si avvicina rapidamente al 100%.
Nel tentativo di prevenire gli scenari peggiori, il governo cinese ha allentato, già dal 2016, la politica del figlio unico introdotta nel 1978 con l’obiettivo di evitare un’eccessiva crescita della popolazione. Ma i risultati non si sono visti, perché le cause della bassa natalità sono piuttosto dovute al crescente inurbamento e all’aumentata partecipazione femminile al mercato del lavoro, cui si aggiunge l’elevato costo dell’istruzione e della dote da garantire ai figli maschi (che in Cina sono la maggioranza, contrariamente a tutti gli altri paesi del mondo dove le donne superano in numero gli uomini, e ciò proprio per gli effetti drammatici della politica del figlio unico).
Per cercare di aumentare il tasso di crescita potenziale dell’economia, l’unica via percorribile è quella di migliorare la produttività totale dei fattori. Consapevole dell’importanza di tale sfida su cui si giocherà la stabilità stessa del sistema, il Partito comunista (PCC) ha varato nel 2015 il piano “Made in China 2025”. Il programma ha l’obiettivo di far diventare la Cina in 10 anni il paese all’avanguardia nei settori di punta dell’industria 4.0 con ingenti investimenti in internet, super-computer, intelligenza artificiale, robotica, automazione industriale, nuovi materiali, ferrovie, aerospazio, infrastrutture marittime e scienze della vita: non solo dunque una sfida agli USA per la leadership globale, ma una sfida per la sopravvivenza.
conomia del dragone
l numero di bambini nati in Cina lo scorso anno è stato il più basso dal 1961.
L’ultimo censimento decennale della Cina ha mostrato che la popolazione del paese sta crescendo al ritmo più lento degli ultimi decenni.
Solo 12 milioni di bambini sono nati lo scorso anno in una nazione che secondo l’ultimo censimento di 1,41 miliardi di persone. É il minor numero di nati dal 1961 e un nuovo segno di una crisi demografica incombente.
L’economia cinese ha fatto affidamento a lungo su una popolazione enorme e un bacino crescente di giovani lavoratori. Ma la crescita economica sarà difficile da mantenere se il numero degli occupati continuerà a ridursi. Lo sviluppo della Cina è basato su due fattori: la domanda interna in continua crescita e la massa occupata e produttiva anche essa in crescita
Le nascite sono ora diminuite per quattro anni consecutivi. Molti dei problemi demografici della Cina derivano dalla politica del figlio unico imposta da Pechino nel 1980 per contenere la crescita della popolazione, rafforzandola con misure a volte draconiane.
I risultati del censimento potrebbero costringere Xi Jinping, il leader del paese, a fare i conti con i fallimenti della politica di pianificazione familiare del Partito comunista al potere. Fattori chiave: i costi per crescere i figli e i ritardi nel matrimonio tra le donne istruite sono tra gli altri motivi per cui le persone in Cina stanno avendo meno figli. Anche il tasso di divorzi è aumentato costantemente dal 2003.
“La Cina sta affrontando una sfida demografica unica che è la più urgente e grave al mondo”, ha detto un professore di ricerca di economia applicata all’Università di Pechino. “Questa è una bomba a orologeria a lungo termine.”
Come riporta l’Ispi, La Cina di oggi è un paese a rapido invecchiamento con un’età mediana di 38 anni (era di 19 anni nel 1970), destinata a salire a 48 nel 2050, con un tasso di dipendenza (rapporto della popolazione inattiva rispetto a quella in età lavorativa) che si avvicina rapidamente al 100%.
Nel tentativo di prevenire gli scenari peggiori, il governo cinese ha allentato, già dal 2016, la politica del figlio unico introdotta nel 1978 con l’obiettivo di evitare un’eccessiva crescita della popolazione. Ma i risultati non si sono visti, perché le cause della bassa natalità sono piuttosto dovute al crescente inurbamento e all’aumentata partecipazione femminile al mercato del lavoro, cui si aggiunge l’elevato costo dell’istruzione e della dote da garantire ai figli maschi (che in Cina sono la maggioranza, contrariamente a tutti gli altri paesi del mondo dove le donne superano in numero gli uomini, e ciò proprio per gli effetti drammatici della politica del figlio unico).
Per cercare di aumentare il tasso di crescita potenziale dell’economia, l’unica via percorribile è quella di migliorare la produttività totale dei fattori. Consapevole dell’importanza di tale sfida su cui si giocherà la stabilità stessa del sistema, il Partito comunista (PCC) ha varato nel 2015 il piano “Made in China 2025”. Il programma ha l’obiettivo di far diventare la Cina in 10 anni il paese all’avanguardia nei settori di punta dell’industria 4.0 con ingenti investimenti in internet, super-computer, intelligenza artificiale, robotica, automazione industriale, nuovi materiali, ferrovie, aerospazio, infrastrutture marittime e scienze della vita: non solo dunque una sfida agli USA per la leadership globale, ma una sfida per la sopravvivenz