Voto

Il mondo al voto

Nel corso del 2024, si prevede che circa due miliardi di persone parteciperanno a cinquanta elezioni in settantasei Paesi, delineando un panorama elettorale di vasta portata a livello globale. Secondo il Democracy Index, soltanto 43 Stati dei 71 che andranno ad elezioni affronteranno votazioni che si possono considerare veramente libere e democratiche, sottolineando le sfide e le disparità nell’esercizio del diritto di voto.

Un momento di particolare rilevanza si prospetta con le elezioni europee, previste tra il 6 e il 9 giugno. Questo evento politico coinvolgerà oltre 400 milioni di cittadini nei 27 Stati membri dell’Unione europea, offrendo uno spaccato delle dinamiche politiche europee. La prospettiva di uno spostamento verso la destra nel Parlamento europeo è evidenziata dalla crescita di partiti conservatori, alcuni dei quali caratterizzati da posizioni euroscettiche. Tale cambiamento potrebbe influenzare l’orientamento e le decisioni legislative a livello comunitario.

In Russia, dal 15 al 17 marzo, si terranno elezioni di grande importanza. Vladimir Putin, con il suo partito Russia Unita, punta al quinto mandato presidenziale, che lo vedrebbe alla guida del Paese fino al 2030. Le dinamiche elettorali russe, caratterizzate da una pluralità di candidati, inclusi alcuni che sono stati esclusi, riflettono una complessa situazione politica interna. La popolarità di Putin, con un indice di approvazione intorno all’80%, potrebbe consolidare la sua leadership.

Nel panorama europeo, notevoli cambiamenti emergono dalla Polonia, dove la coalizione guidata dall’europeista Donald Tusk ha segnato la fine dell’egemonia di Diritto e Giustizia. Questo cambiamento politico nella regione avrà impatti significativi sulla dinamica dell’Unione europea e sulle relazioni tra gli Stati membri.

Taiwan sarà al centro dell’attenzione il 17 gennaio, con elezioni considerate tra le più importanti del 2024. La posta in gioco è elevata: la scelta tra avvicinarsi o allontanarsi dalla Repubblica Popolare Cinese. Partiti come il Partito Progressista Democratico (DPP), favorevole a un distanziamento da Pechino, e il Kuomintang (KMT), orientato al dialogo con il Partito Comunista Cinese (PCC), si contendono il consenso. Il Taiwan People’s Party (TPP) propone una terza via, criticando sia il DPP che il KMT.

Negli Stati Uniti, le elezioni di novembre costituiranno una prova cruciale per la salute della democrazia americana. L’incertezza sui candidati, con Trump impegnato in questioni giudiziarie e la salute di Biden in discussione, aggiunge un elemento di tensione. La polarizzazione crescente tra repubblicani e democratici rappresenta una sfida per la coesione nazionale, con il rischio di una nuova guerra civile evocato da alcuni osservatori.

L’atteggiamento di repubblicani e democratici di fronte alla mancata realizzazione delle loro aspettative sarà un elemento chiave da monitorare. Il dibattito pubblico e politico negli Stati Uniti è sempre più polarizzato, mettendo a rischio la nomina di alte cariche militari e l’approvazione del bilancio federale.

In conclusione, il 2024 si configura come un anno elettorale di rilevanza globale, con trasformazioni politiche e dinamiche geopolitiche che delineeranno il futuro di molte nazioni. Le decisioni elettorali, dalle elezioni europee a quelle in Russia, Taiwan e negli Stati Uniti, avranno impatti significativi sui rispettivi scenari nazionali e internazionali, contribuendo a definire il corso degli eventi nei prossimi anni.