Fuori i francesi dal Senegal

Fuori i francesi dal Senegal

Il Senegal espelle i soldati francesi: il Sahel si trasforma nel nuovo confine sud dell’Europa

La recente decisione del Senegal di chiudere le basi militari francesi segna un nuovo capitolo nella progressiva riduzione dell’influenza francese in Africa occidentale. Dopo i ritiri forzati dal Mali, dal Burkina Faso, dal Niger e dal Ciad, Dakar diventa l’ultimo Paese del Sahel a mettere fine alla presenza militare francese, una regione ormai sempre più frammentata e al centro di tensioni geopolitiche.

Il presidente senegalese Macky Sall ha annunciato questa decisione come un passo per rafforzare la sovranità nazionale. “Il Senegal deve costruire un futuro che rifletta le nostre priorità strategiche, senza dipendere da ingerenze esterne,” ha dichiarato Sall durante una conferenza stampa a Dakar. Il riferimento alle crescenti tensioni con Parigi è implicito, ma chiaro: il Senegal, come altri Paesi saheliani, non vuole più essere percepito come dipendente dagli aiuti e dalla protezione occidentale.

Il vuoto lasciato dalla Francia

La ritirata francese ha avuto un impatto diretto sull’equilibrio geopolitico della regione. Parigi aveva giustificato la sua presenza con la necessità di combattere il terrorismo jihadista, ma i governi locali hanno criticato l’inefficacia di tali interventi. In Senegal, così come in Mali e Burkina Faso, cresce il malcontento verso l’eredità coloniale francese e una gestione della sicurezza percepita come paternalistica.

Con il vuoto lasciato dai soldati francesi, nuovi attori internazionali stanno rapidamente emergendo. La Russia, con il controverso gruppo Wagner, si sta posizionando come il principale partner militare di molti governi saheliani, offrendo supporto tattico e armi senza le tradizionali condizioni legate ai diritti umani. Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, ha definito la decisione senegalese “un segnale importante della crescente autonomia africana,” ribadendo la volontà di Mosca di rafforzare la cooperazione con i Paesi della regione.

Il Sahel, confine sud dell’Europa

Il progressivo allontanamento della Francia e la competizione tra nuovi attori geopolitici rendono il Sahel sempre più il confine sud del Mediterraneo e, di fatto, dell’Europa. La destabilizzazione di questa regione ha un impatto diretto sulla sicurezza europea, sia in termini di gestione dei flussi migratori sia per le implicazioni relative alla lotta contro il terrorismo. La precarietà del Sahel non è più soltanto un problema africano, ma un tema cruciale per la stabilità dell’intero continente europeo.

Il Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha sottolineato questa visione in un recente intervento: “Il Sahel non è una frontiera lontana, ma il nuovo confine sud del Mediterraneo. La stabilità di quest’area è essenziale per garantire la sicurezza dell’Europa e per affrontare le sfide migratorie e di sicurezza in modo strutturale.” Tajani ha ribadito l’impegno dell’Italia nel rafforzare la propria presenza nella regione, attraverso programmi di sviluppo economico, cooperazione per la sicurezza e formazione delle forze locali.

L’opportunità per l’Italia

La ritirata francese offre all’Italia un’occasione unica per assumere un ruolo di primo piano nella regione. In passato, Roma ha spesso adottato un approccio cauto nel Sahel, ma le nuove circostanze geopolitiche potrebbero spingere il nostro Paese a investire maggiormente nella stabilità e nello sviluppo di questa area strategica.

Antonio Tajani ha annunciato un piano di iniziative bilaterali che includono programmi di formazione per le forze di sicurezza saheliane e investimenti infrastrutturali in partnership con organizzazioni regionali come l’Unione Africana. L’Italia potrebbe anche promuovere un approccio europeo più coordinato, volto a contrastare l’influenza di attori come la Russia e la Cina, che stanno rafforzando la loro presenza economica e militare nel Sahel.

Le reazioni internazionali

Le reazioni alla decisione del Senegal sono state diverse. Gli Stati Uniti, già impegnati in un ridimensionamento della loro presenza militare nel Sahel, hanno espresso preoccupazione per il vuoto di sicurezza creato dal ritiro francese. Il Pentagono ha recentemente trasferito parte dei suoi contingenti dal Niger alla Costa d’Avorio, segnalando un approccio più prudente nella regione. Un portavoce del Dipartimento di Stato americano ha dichiarato: “Continuiamo a sostenere i nostri partner saheliani nella lotta contro il terrorismo e nella costruzione di istituzioni forti e resilienti.”

Intanto, la stampa russa ha celebrato la mossa del Senegal come un’ulteriore dimostrazione del declino dell’influenza occidentale in Africa. Il quotidiano Izvestia ha definito il ritiro delle truppe francesi “una vittoria simbolica per Mosca,” mentre il gruppo Wagner si prepara a espandere ulteriormente le proprie operazioni nella regione.

Conclusioni

La scelta del Senegal di espellere le truppe francesi segna un momento cruciale per il Sahel e per i futuri equilibri geopolitici dell’Africa occidentale. Questa regione, sempre più instabile, rappresenta una sfida per i Paesi europei, che dovranno ripensare le loro strategie di cooperazione e sicurezza per affrontare le nuove dinamiche globali. Per l’Italia, il Sahel potrebbe diventare un banco di prova per dimostrare la propria capacità di leadership internazionale, promuovendo stabilità e sviluppo in quello che è ormai il nuovo confine sud del Mediterraneo.

Fonti

1.Associated Press. (2024, dicembre). Senegal says it’s closing ‘all foreign military bases,’ a move aimed at French troops in the country. Recuperato da https://apnews.com

2.Izvestia. (2024, dicembre). Dichiarazione di Maria Zakharova sull’espulsione delle truppe francesi dal Senegal. Izvestia. Recuperato da https://iz.ru

3.Il Caffè Geopolitico. (2024, dicembre). La Francia abbandona il Sahel: implicazioni e opportunità. Recuperato da https://ilcaffegeopolitico.net

4.Tempi. (2024, dicembre). Così Putin sta sfilando l’Africa ai francesi. Recuperato da https://www.tempi.it

5.Reuters. (2024, novembre). U.S. troops redeployed from Niger to Ivory Coast amid Sahel instability. Recuperato da https://reuters.com

6.The Washington Post. (2024, novembre). Dichiarazione del Dipartimento di Stato USA sulla sicurezza nel Sahel. The Washington Post. Recuperato da https://www.washingtonpost.com

7.Ansa. (2024, dicembre). Dichiarazioni di Antonio Tajani sul ruolo italiano nel Sahel. Ansa.it. Recuperato da https://www.ansa.it

8.Il Sole 24 Ore. (2024, dicembre). Il Mediterraneo allargato: sfide e opportunità per l’Italia. Il Sole 24 Ore. Recuperato da https://www.ilsole24ore.com

9.Top War. (2024, dicembre). La crescente influenza russa in Africa occidentale. Recuperato da https://it.topwar.ru

10.Il Caffè Geopolitico. (2024, dicembre). Il disimpegno della Francia dall’Africa: situazione attuale e prospettive future. Recuperato da https://ilcaffegeopolitico.net