La Groenlandia e le tensioni geopolitiche: storia, sovranità e interessi strategici
La Groenlandia, il più vasto territorio insulare del mondo, è al centro di una controversia geopolitica che coinvolge direttamente Stati Uniti ed Europa. A riaccendere i riflettori sull’isola sono state le dichiarazioni del presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha definito la Groenlandia “una necessità assoluta per la sicurezza nazionale americana”. Parole forti, accompagnate dall’affermazione che “gli Stati Uniti non possono permettere che un territorio così strategico sia controllato da un’altra nazione”. Trump ha persino ipotizzato che un intervento militare non sia escluso, scatenando immediate reazioni internazionali.
“La Groenlandia non è in vendita, e non è una terra che si può acquistare o annettere”, ha replicato con fermezza Mette Frederiksen, prima ministra danese. Ha aggiunto: “Solo il popolo groenlandese può decidere del proprio futuro, e la Danimarca lo sosterrà in ogni circostanza”. A sostegno di questa posizione, il governo danese ha annunciato un piano per rafforzare la difesa della Groenlandia, incrementando la presenza militare nell’isola per prevenire qualsiasi tentativo di annessione forzata.
Le dichiarazioni di Trump hanno suscitato reazioni in tutta Europa. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha espresso una condanna netta, sottolineando che “il principio di inviolabilità delle frontiere è un pilastro del diritto internazionale e non può essere messo in discussione”. La Francia, attraverso il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, ha avvertito gli Stati Uniti di non minacciare i confini europei, dichiarando che “qualsiasi azione aggressiva contro la Groenlandia sarà vista come un attacco alla sovranità europea”.
Anche la Russia ha reagito, mostrando interesse per la situazione nell’Artico. Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha dichiarato: “Monitoriamo attentamente la situazione. Qualsiasi azione unilaterale potrebbe destabilizzare una regione già sensibile”. Una posizione che riflette l’importanza strategica crescente dell’Artico, dove le risorse naturali e le nuove rotte commerciali attirano l’attenzione globale.
Le tensioni riaprono un vecchio capitolo di storia che spiega il perché la Groenlandia appartenga al Regno di Danimarca. La connessione risale al 985 d.C., quando esploratori norreni, guidati da Erik il Rosso, fondarono i primi insediamenti sull’isola. In seguito, la Groenlandia entrò nell’orbita della Norvegia e, nel 1397, con l’Unione di Kalmar, venne inclusa nella confederazione scandinava. Tuttavia, fu il Trattato di Kiel del 1814 a sancire definitivamente il legame con la Danimarca: mentre la Norvegia veniva assegnata alla Svezia, la Groenlandia rimase sotto il controllo danese.
“La Groenlandia è parte della nostra storia e del nostro regno”, ha dichiarato il re Federico X in occasione del recente cambiamento dello stemma reale danese. Con questa modifica, l’orso polare, simbolo della Groenlandia, e l’ariete, emblema delle Isole Faroe, hanno ottenuto una posizione di rilievo. “È un segnale di rispetto e di valorizzazione delle nostre diversità interne, un passo verso un regno moderno”, ha sottolineato il sovrano. La rimozione delle tre corone, che rappresentavano l’Unione di Kalmar, è stata letta da molti come una scelta simbolica per enfatizzare il presente e non il passato.
La Groenlandia, però, non è solo una questione di simboli. Lo scioglimento dei ghiacci nell’Artico sta rendendo accessibili immense risorse naturali, tra cui petrolio, gas e minerali rari. Inoltre, la posizione dell’isola la rende un punto strategico per le nuove rotte commerciali che si stanno aprendo tra l’Europa e il Nord America. “Il mondo guarda alla Groenlandia per il suo futuro, ma noi dobbiamo garantire che rimanga nelle mani del suo popolo”, ha ribadito Frederiksen.
La Groenlandia gode oggi di un’ampia autonomia interna, sancita nel 1979 e ampliata ulteriormente nel 2009. Pur rimanendo parte del Regno di Danimarca, gestisce i propri affari interni, bilanciando le relazioni con la madrepatria e le aspirazioni indipendentiste. “La nostra terra non è in vendita. Il popolo della Groenlandia è libero di decidere il proprio destino”, hanno dichiarato i leader groenlandesi in risposta alle parole di Trump.
Con il suo passato che si intreccia con le vicende della Norvegia e della Danimarca, e il suo presente segnato da pressioni internazionali, la Groenlandia rimane un punto focale nella geopolitica mondiale. “Non si tratta solo di risorse o di strategie”, ha detto Scholz. “Si tratta di rispettare il diritto delle nazioni e dei popoli di autodeterminarsi, senza interferenze o imposizioni”. La sfida è ora mantenere l’equilibrio tra le crescenti ambizioni globali e la volontà del popolo groenlandese, mentre l’Artico si trasforma nel nuovo epicentro degli interessi strategici
Fonti
1.El País. (2025, January 8). Scholz invoca la “inviolabilidad” de las fronteras tras la amenaza de Trump de anexionarse Groenlandia. Retrieved from https://elpais.com/internacional/2025-01-08/scholz-invoca-la-inviolabilidad-de-las-fronteras-tras-la-amenaza-de-trump-de-anexionarse-groenlandia.html
2.Euronews. (2024, December 25). Trump minaccia di voler acquistare la Groenlandia, la Danimarca aumenta la difesa. Retrieved from https://it.euronews.com/my-europe/2024/12/25/trump-minaccia-di-voler-acquistare-la-groenlandia-la-danimarca-aumenta-la-difesa
3.Sky TG24. (2024, December 24). USA, Trump e la Groenlandia: “Una necessità assoluta”. Retrieved from https://tg24.sky.it/mondo/2024/12/24/usa-trump-groenlandia
4.The Sun. (2025, January 7). Trump Greenland “invasion” plot gets serious as France warns US to “back down” & ice island’s owners the Danes hit back. Retrieved from https://www.thesun.co.uk/news/32677927/trump-greenland-invasion-plot-france-warns-back-down/
5. The Times. (2025, January 8). We’re watching you, Russia warns Trump over Greenland. Retrieved from https://www.thetimes.co.uk/article/were-watching-you-russia-warns-trump-over-greenland-hmrnw5bt6