Cina, la debole sfida sulla A.I.

Un recente articolo apparso sul New York Times a firma di Andrew Ross Sorkin ha posto l’attenzione su come la Cina stia affrontando la sfida dell’intelligenza artificiale

L’ascesa dell‘Intelligenza Artificiale (A.I.) sta spingendo molte aziende tecnologiche di tutto il mondo a competere per dimostrare la loro leadership in questo campo. Negli Stati Uniti, giganti come Microsoft e Google stanno investendo miliardi di dollari per sviluppare servizi basati su A.I. propri, ma la competizione non si limita solo a questo paese. In Cina, ad esempio, molte aziende tecnologiche stanno investendo enormi somme di denaro per dimostrare di essere tra i migliori giocatori del settore dell’A.I.

Baidu, uno dei giganti di Internet della Cina, sta prendendo l’iniziativa nel mostrare le sue capacità di  . L’azienda ha recentemente annunciato che lancerà Ernie, il suo chatbot rivale di ChatGPT, il mese prossimo, incorporandolo in una versione del suo motore di ricerca. Secondo quanto dichiarato dal CEO di Baidu, Robin Li, Ernie è stato addestrato con oltre 100 miliardi di parametri, o punti dati, ed è stato costruito con un focus sul servizio ai clienti cinesi.

Nonostante le grandi ambizioni delle aziende tecnologiche cinesi nel campo dell’A.I., tuttavia, il governo cinese ha imposto alcune restrizioni alle aziende che desiderano utilizzare questa tecnologia. Ad esempio, i regolatori cinesi hanno recentemente detto a Tencent e Ant Group, l’affiliata fintech di Alibaba, di non consentire ChatGPT sulle loro piattaforme. Anche altre aziende dovranno informare il governo prima di offrire servizi chatbot, per evitare che sfuggano ai confini imposti dal governo, in particolare alla censura.

La riluttanza del governo cinese nel consentire l’uso dell’A.I. generativa sui propri territori può essere spiegata dalla preoccupazione che i chatbot possano sfuggire ai controlli del governo e della censura. Inoltre, il governo cinese sta aumentando il suo controllo sul settore privato e le tensioni geopolitiche stanno mettendo a rischio la posizione della Cina nell’A.I. generativa.

Nonostante queste preoccupazioni, molte aziende tecnologiche cinesi continuano ad investire milioni nella tecnologia dell’A.I., dimostrando che la corsa agli armamenti dell’A.I. è una competizione globale che coinvolge molti paesi. Tuttavia, la sfida per le aziende cinesi sarà quella di dimostrare le loro abilità e capacità di innovazione nel campo dell’A.I., anche in un contesto di crescente controllo governativo e di tensioni geopolitiche.