Viaggiatore del XIX secolo sul rio San Juan

Il borgo muto vogava per il fiume

sfiorando ninfee e canne.

(della larghezza della Senna di fronte al Louvre)

Gli uccellini già non cantavano

è tutto era silenzio verdura senza fine e le solitudini senza eco.

Alle sei arrivò la notte senza crepuscolo.

Si sentiva solo il rumore dei remi nel fiume…

E le mie idee si fecero riempire di ombre

e mi addormentai.

Quando mi svegliai il bongo stava immobile nell’oscurità.

Stavamo legati al tronco di un albero.

Migliaia di lucciole nel fogliame nero

e nel fondo del cielo nero

la Croce del Sud.

E si sentì un suono nell’aria:

Il grido forse di un uccello sconosciuto,

al quale risponde un altro grido simile ma lontano.

Sarapiquì!

L’acqua tanto chiara

che non si vedeva.

Due rive verdi

e le rive al rovescio.

Il cielo azzurro sopra

e il cielo sotto

E l’acqua nel mezzo, non si vedeva.

C’era una casa bianca con ringhiere verdi

che risaltava dentro al verde-tenero dei bananeti

Ernesto Cardenal

è una vela triangolare, sporca e rammendata

tremava in attesa, gonfiata già per la brezza,

vicino ai gradini che scendevano fino all’acqua.

Una donna vestita di bianco

attraversò dietro la ringhiera, ci guardò un istante

e scomparve tra i bananeti.