Gran Pavese, l’imbandierata di una nave a ricordo di una importante vittoria navale milanese
Pochi, se non i più diversamente giovani, sanno che Milano aveva un porto importante. Il porto della Darsena di porta Ticinese era il terzo porto d’Italia per tonnellaggio. La merce che trasportavano le lente chiatte era merce pesante: graniti, marmi, sabbia.
Fino agli anni 80 del secolo scorso, a Milano c’era la Capitaneria di Porto e alle manifestazioni pubbliche potevi scorgere fra le autorità la candida divisa bianca del Comandante della Capitaneria.
Ma Milano è stata anche una potenza navale; fluviale si, ma capace di sconfiggere una grande potenza marittima quale quella veneziana.
Siamo nel 1431. Filippo Maria Visconti, Duca di Milano, che aveva intrapreso una terza guerra contro la potente Venezia. La Serenissima Repubblica Veneziana era al massimo della sua espansione economica, territoriale e militare e mal accoglieva un vicino desideroso di espandere il proprio territorio e che era in ricerca di un valido sbocco al mare. Le alleanze con la Repubblica di Genova, il matrimonio con Maria di Savoia destabilizzavano ancor di più uno scacchiere in pieno fermento.
Lo sbocco al mare per Milano era essenziale. Era chiaro allora, come adesso, che la talassocrazia, il dominio del mare, determinava la grandezza di una nazione. Milano puntò sulla Lunigiana e per questo doveva affrontare le mire espansionistiche di Firenze. L’occasione fu la corsa a sostenere Lucca assediata dai Fiorentini. Milano riuscì persino a guadagnare l’alleanza di Genova che venne spinta a dichiarare guerra a Firenze. I fiorentini vennero sconfitti sulle rive del Serchio e furono spinte a rinnovare l’alleanza con Venezia, forti della recente nomina di un papa veneziano Eugenio IV.
La guerra vide una serie di vittorie Lombarde: Francesco Sforza, comandante delle truppe milanesi, vinse i veneziani nella battaglia di Soncino, invasero il marchesato del Monferrato, alleato dei veneziani, e Nicolò Piccinino, condottiero che condivideva il comando con Sforza, ebbe buoni risultati in Toscana.
La Serenissima Repubblica di Venezia passò al contrattacco e inviò una potente flotta a risalire il fiume Po, ritenendo di potere assediare Pavia e quindi portare la guerra nel cuore del territorio del nemico.
Visconti incaricò Pasino degli Ustachi di comandare la flotta che, rinforzata, fu inviata a fermare la potente armata Veneziana. Lo scontro avvenne a Casalmaggiore dalle parti di Cremona il 23 giugno del 1431.
Dopo un aspro combattimento la flotta ducale sbaragliò e mise in fuga le navi veneziane e fece oltre 8000 prigionieri.
Rientrando a Pavia, i lombardi, per segnalare la vittoria e in segno di giubilo, imbandierarono la navi con tutto quanto vi fosse di colorato a bordo: bandiere nemiche conquistate in battaglia e anche le divise dei soldati veneziani catturati. Da questo storico evento deriva il termine “Gran Pavese” ancor oggi in uso per imbandierare in particolari festività e solennità.