Avevo avuto modo di conoscere un solo Re: il Re di Giordania. Lo incontrai in occasione del World Economic Forum nel luglio del 2003. Accompagnavo il Sindaco di Milano che ricevette in quell’occasione l’onorificenza di Cavaliere di Gran Cordone dell’Indipendenza. Vi fu una cerimonia dove il Re Abd Allah II, accompagnato dalla bellissima Regina Rania, consegnò le insegne dell’Ordine ad Albertini. Accompagnava il Sindaco una ristretta delegazione i cui partecipanti ebbero modo di essere presentati al Re. Il Re, stringendomi la mano, ebbe modo di dirmi che era rallegrato nel conoscermi.
Fu l’unica occasione per stringere la mano ad un re e scambiare con lui qualche battuta di cortesia.
Ma una nuova occasione mi si è presentata nel dicembre del 2023. Ero in Senegal, nella regione del Casamance , quella parte del paese che confina con la Guinea Bissau.
Lì ho avuto un’altra occasione di incontrare un re, il Re di Oussouye .
Il regno di Oussouye, situato nel paese di Diola, copre parte del dipartimento di Oussouye nella Bassa Casamance, nel sud del Senegal. Il re di Oussouye è un leader religioso, spirituale e tradizionale dei Diolas del gruppo Floups.
Il re, chiamato Mane, è a capo di 17 villaggi e ha il dovere di mantenere la pace tra di essi, funge da confidente dei saggi dei villaggi, e deve mantenere il benessere della popolazione distribuendo il riso raccolto. Il Re è un re animista che vive nel bosco sacro vicino al villaggio. Il dipartimento di Oussouye è un dipartimento del Senegal, appartenente alla regione di Ziguinchor.
L’attuale re di Oussouye è Sibilumbaï Diedhiou incoronato il 17 gennaio 2001, scelto tra le 3 famiglie principali di Oussouye. Grazie alla guida dei re, la regione del Casamance ospita tutte le religioni in modo armonioso. E’ il diciassettesimo re.
L’incontro ha avuto una qualche complessità formale: sono uno straniero e l’ingresso nei giardini della reggia è riservato ai Diolas ed in più non avevo portato in dono al re il latte di palma come previsto dal protocollo.
Gli Diolas rappresentano il 5% circa della popolazione senegalese e abitano la regione meridionale, la Casamance, separata dal resto del paese dall’enclave del Gambia e dal fiume omonimo. Questa sua particolarità geografica e la loro autosufficienza alimentare, essendo la terra più fertile e verde di tutto il paese, ha permesso ai Jola di preservare identità e le credenze ancestrali, portando l’etnia a rivendicare con ardore, per più di un trentennio, le pretese indipendentiste.
Tutta la loro storia è impregnata di indipendenza e forte identità culturale che li ha portati a resistere nei secoli davanti all’islamizzazione dell’Impero del Mali, alla dominazione di vari regni locali, alle incursioni portoghesi e inglesi e infine alla colonizzazione francese.
Leggendaria è la figura dell’eroina e martire Aline Sitoé Diatta, sacerdotessa animista che guidò la resistenza contro le truppe francesi, fino a che non venne catturata e mandata in esilio a Timbuktu. Nonostante molti si siano convertiti al cristianesimo o all’Islam, si è mantenuta, in sincretismo, anche la pratica religiosa ancestrale e i riti legati alle iniziazioni e ai sacrifici propiziatori per la raccolta del riso, coltura su cui si basa la maggior parte della loro economia.
Sibulumbaï Diedhiou, attuale re di Oussouye, è stato intronizzato il 17 gennaio 2000 16 anni dopo la scomparsa del suo predecessore Sibacouyane Diabone. Il re è nominato dagli anziani e proviene da una delle tre famiglie principali di Oussouye e risiede nel bosco sacro del comune di Oussouye. Il re di Oussouye è un leader religioso, spirituale e tradizionale degli Diolas i membri della quale credono in un Dio chiamato Ata Emit e gli spiriti multipli consentono la relazione tra Dio e gli uomini. Il re è responsabile di garantire la pace e la coesione sociale e in caso di conflitto, viene consultato per riconciliare le parti. Inoltre si assicura che ciascuno dei suoi sudditi abbia qualcosa da mangiare distribuendo il riso dei campi reali.
Inoltre, il riso viene utilizzato per il pasto della grande festa annuale, Houmabeul en diola, che si tiene, a settembre o all’inizio di ottobre.
Le tradizioni del Re di Oussouye sono legate all’animismo e alla cultura Diola. Il Re dirige le preghiere importanti, che si tengono davanti al feticcio del bosco sacro e sono rivolte a Dio.
La più importante corte reale si trova proprio a Oussouye dove il popolo diola si reca per risolvere eventuali problemi legati alla comunità, al cospetto del Re. Un rito di iniziazione nel cuore del Senegal viene condotto nel bosco sacro per scoprire i segreti della foresta e diventare dei veri uomini.
I costumi del Re di Oussouye sono legati all’animismo e alla cultura Diola.
I vestiti tradizionali di Oussouye sono legati all’animismo e alla cultura Diola. Il Re Sibilumbai Diedhiou indossa abiti rossi, accompagnato da una scopa di bambù come simbolo di potere. Le donne senegalesi indossano abiti tradizionali mentre camminano lungo la strada nella Foresta Sacra vicino al villaggio Kaguit.
La Casa Reale di Oussouye è aperta a tutti, ma solo le mogli del re, i principi e le principesse possono accedere alle capanne reali.
Nella storia, nel 1903 il re Sihalebe fu catturato dai francesi e trasferito a Seju (Sédhiou).
Il Re di Oussouye Sihalebe, il cui nome significa “pelle di vacca” perché peloso, venne arrestato dai francesi che volevano esercitare un maggiore controllo sulla Casamance. La mancanza di conoscenza del territorio e della cultura portò a una situazione surreale: il re si lasciò morire perché per tradizione deve sempre mangiare e bere in privato. Essendo sempre con altri detenuti o carcerieri, si lasciò morire.
iou incoronato il 17 gennaio 2001, scelto tra le 3 famiglie principali di Oussouye. Grazie alla guida dei re, la regione del Casamance ospita tutte le religioni in modo armonioso. E’ il diciassettesimo re.
L’incontro ha avuto una qualche complessità formale: sono uno straniero e l’ingresso nei giardini della reggia è riservato ai Diolas ed in più non avevo portato in dono al re il latte di palma come previsto dal protocollo.
Gli Diolas rappresentano il 5% circa della popolazione senegalese e abitano la regione meridionale, la Casamance, separata dal resto del paese dall’enclave del Gambia e dal fiume omonimo. Questa sua particolarità geografica e la loro autosufficienza alimentare, essendo la terra più fertile e verde di tutto il paese, ha permesso ai Jola di preservare identità e le credenze ancestrali, portando l’etnia a rivendicare con ardore, per più di un trentennio, le pretese indipendentiste.
Tutta la loro storia è impregnata di indipendenza e forte identità culturale che li ha portati a resistere nei secoli davanti all’islamizzazione dell’Impero del Mali, alla dominazione di vari regni locali, alle incursioni portoghesi e inglesi e infine alla colonizzazione francese.
Leggendaria è la figura dell’eroina e martire Aline Sitoé Diatta, sacerdotessa animista che guidò la resistenza contro le truppe francesi, fino a che non venne catturata e mandata in esilio a Timbuktu. Nonostante molti si siano convertiti al cristianesimo o all’Islam, si è mantenuta, in sincretismo, anche la pratica religiosa ancestrale e i riti legati alle iniziazioni e ai sacrifici propiziatori per la raccolta del riso, coltura su cui si basa la maggior parte della loro economia.
Sibulumbaï Diedhiou, attuale re di Oussouye, è stato intronizzato il 17 gennaio 2000 16 anni dopo la scomparsa del suo predecessore Sibacouyane Diabone. Il re è nominato dagli anziani e proviene da una delle tre famiglie principali di Oussouye e risiede nel bosco sacro del comune di Oussouye. Il re di Oussouye è un leader religioso, spirituale e tradizionale degli Diolas i membri della quale credono in un Dio chiamato Ata Emit e gli spiriti multipli consentono la relazione tra Dio e gli uomini. Il re è responsabile di garantire la pace e la coesione sociale e in caso di conflitto, viene consultato per riconciliare le parti. Inoltre si assicura che ciascuno dei suoi sudditi abbia qualcosa da mangiare distribuendo il riso dei campi reali.
Inoltre, il riso viene utilizzato per il pasto della grande festa annuale, Houmabeul en diola, che si tiene, a settembre o all’inizio di ottobre.
Le tradizioni del Re di Oussouye sono legate all’animismo e alla cultura Diola. Il Re dirige le preghiere importanti, che si tengono davanti al feticcio del bosco sacro e sono rivolte a Dio.
La più importante corte reale si trova proprio a Oussouye dove il popolo diola si reca per risolvere eventuali problemi legati alla comunità, al cospetto del Re. Un rito di iniziazione nel cuore del Senegal viene condotto nel bosco sacro per scoprire i segreti della foresta e diventare dei veri uomini.
I costumi del Re di Oussouye sono legati all’animismo e alla cultura Diola.
I vestiti tradizionali di Oussouye sono legati all’animismo e alla cultura Diola. Il Re Sibilumbai Diedhiou indossa abiti rossi, accompagnato da una scopa di bambù come simbolo di potere. Le donne senegalesi indossano abiti tradizionali mentre camminano lungo la strada nella Foresta Sacra vicino al villaggio Kaguit.
La Casa Reale di Oussouye è aperta a tutti, ma solo le mogli del re, i principi e le principesse possono accedere alle capanne reali.
Nella storia, nel 1903 il re Sihalebe fu catturato dai francesi e trasferito a Seju (Sédhiou).
Il Re di Oussouye Sihalebe, il cui nome significa “pelle di vacca” perché peloso, venne arrestato dai francesi che volevano esercitare un maggiore controllo sulla Casamance. La mancanza di conoscenza del territorio e della cultura portò a una situazione surreale: il re si lasciò morire perché per tradizione deve sempre mangiare e bere in privato. Essendo sempre con altri detenuti o carcerieri, si lasciò morire.