Il naufragio della nave Ingénieur Général Haarbleich

Naufragio

Naufragio ingenieur General
Haarbleicher

Ingénieur Général Haarbleicher e il mistero delle sue armi: Una tragedia dimenticata

Ginostra, isola di Stromboli. A circa venti metri di profondità nella zona prospiciente alla chiesa ci sono i resti di un vecchio relitto. A riva vi sono i resti di argani fissati alle rocce, testimonianza dei tentativi di recupero avvenuti negli anni successivi al naufragio. Con immersioni non particolarmente difficili è possibile scendere sul fondale e ritrovare ciò che resta della tragedia: bossoli di tutte le dimensioni, ancora carichi, che vanno dai proiettili per fucile ai colpi di mortaio.

Questi frammenti di storia appartengono all’Ingénieur Général Haarbleicher, una nave francese che incontrò il suo tragico destino nei pressi dell’isola vulcanica di Stromboli il 18 novembre 1945.

Questa non fu solo una tragedia marittima, ma anche un episodio legato agli equilibri del dopoguerra e alla guerra in Indocina, con un carico segreto di armi militari che sarebbe stato destinato a cambiare il corso di eventi lontani da quel tratto di mare.

Le origini della nave

La nave Ingénieur Général Haarbleicher, costruita nel 1944 nei cantieri britannici con il nome di Empire Call, faceva parte dello sforzo bellico della Gran Bretagna nella Seconda Guerra Mondiale. Alla fine del conflitto, fu ceduta al governo francese, che la ribattezzò in onore di un ingegnere navale di spicco. Nell’immediato dopoguerra, le potenze europee cercavano di ripristinare le rotte commerciali interrotte dal conflitto e di rafforzare il controllo sulle colonie, soprattutto in Asia. La nave aveva l’importante missione di trasportare passeggeri e merci da Marsiglia a Saigon, nel contesto della sempre più critica situazione coloniale francese in Indocina.

Ciò che non era noto ai più, tuttavia, era che tra i carichi vi fossero armi destinate a sostenere l’esercito francese in Indocina, dove le tensioni stavano crescendo. In effetti, la nave trasportava munizioni e armamenti nascosti, che avrebbero avuto un ruolo fondamentale nel conflitto imminente tra le forze francesi e i movimenti indipendentisti vietnamiti.

Il naufragio: 18 novembre 1945

Il 18 novembre 1945, durante il suo tragitto attraverso il Mar Tirreno, la nave incontrò mare mosso e forti venti. Navigando vicino all’isola di Stromboli, la nave si incagliò su una formazione rocciosa nascosta nei pressi di Ginostra. L’impatto fu devastante: la nave si spezzò in due*, con la prua che sprofondò rapidamente nel mare, mentre la poppa rimase temporaneamente a galla, fino a quando non affondò anch’essa. L’acqua penetrò velocemente nei compartimenti inferiori, soprattutto nella sezione dove erano stivate le munizioni.

Il rischio di esplosioni a causa del carico di armi rese il disastro ancora più pericoloso. Tuttavia, ciò che aggravò maggiormente la tragedia fu la mancanza di leadership* a bordo. Il capitano Deloncle, invece di ordinare immediatamente l’evacuazione, rassicurò i passeggeri, dichiarando che la nave non sarebbe affondata immediatamente. Questo ritardo causò una confusione fatale quando l’abbandono della nave divenne inevitabile.

Testimonianze dei sopravvissuti

Le testimonianze dei sopravvissuti dipingono un quadro di caos e disperazione. Jean Lemoine, un marinaio sopravvissuto al disastro, ricordò quegli attimi con grande dolore:

“Il capitano ci disse di stare calmi. Sembrava sicuro che la nave potesse resistere. Ma pochi minuti dopo, sentimmo un rumore forte: sapevamo che erano le munizioni. Il panico si diffuse immediatamente. Nessuno sapeva cosa fare.”

Marie Dufour, una passeggera civile, descrisse come la situazione a bordo degenerò rapidamente:

“Non c’erano abbastanza scialuppe. Alcune si ribaltarono subito, altre non riuscivano neppure a staccarsi dalla nave. Le persone saltavano in mare per la disperazione, ma le onde erano troppo forti. Sembrava un incubo senza fine.”

Molti passeggeri e membri dell’equipaggio morirono nel tentativo di evacuare la nave. Il freddo, le onde alte e il carico pericoloso a bordo crearono una situazione disperata. La maggior parte delle vittime annegò prima dell’arrivo dei soccorsi.

Le indagini: sicurezza e responsabilità

Un’indagine fu rapidamente avviata dalle autorità francesi per determinare le cause dell’affondamento e le responsabilità. Ciò che emerse fu sconvolgente. La nave non era adeguatamente attrezzata per un viaggio così pericoloso e i sistemi di sicurezza risultarono gravemente carenti. In particolare, la presenza di armi e munizioni a bordo, non dichiarata adeguatamente alle autorità marittime, sollevò serie preoccupazioni.

Le indagini mostrarono anche che il capitano Deloncle aveva gravemente sottovalutato la gravità della situazione, ritardando l’evacuazione e contribuendo così alla disorganizzazione e al caos che seguirono. La mancanza di un piano di emergenza e l’inadeguata formazione dell’equipaggio furono individuate come cause primarie del fallimento nella gestione della crisi.

Ripercussioni internazionali e riforme

L’affondamento dell’Ingénieur Général Haarbleicher suscitò un grande scalpore a livello internazionale e portò a un riesame delle normative marittime. Questo disastro, insieme ad altri incidenti simili, spinse le autorità a rivedere e aggiornare le normative sulla sicurezza in mare, in particolare quelle riguardanti il trasporto di materiali pericolosi su navi civili.

L’incidente contribuì significativamente alla revisione della GiConvenzione Internazionale per la Sicurezza della Vita in Mare (SOLAS), che impose misure di sicurezza più rigorose, come sistemi di evacuazione più efficienti, la segnalazione obbligatoria di carichi pericolosi e una formazione approfondita per l’equipaggio.

Un’eredità sommersa

Oggi, i resti della nave Ingénieur Général Haarbleicher giacciono sul fondale marino al largo di Ginostra, un ricordo sommerso di una tragedia dimenticata. Gli argani arrugginiti fissati sulle rocce vicino alla riva sono testimonianza dei tentativi di recuperare il carico e i corpi delle vittime. Con un’immersione non particolarmente impegnativa, è possibile esplorare il relitto e trovare ancora bossoli e proiettili, resti del carico militare che un tempo doveva alimentare una guerra lontana.

L’affondamento della nave rappresenta un capitolo oscuro della storia marittima francese, un evento che non solo ha evidenziato le debolezze strutturali e organizzative del dopoguerra, ma che ha anche segnato il corso della sicurezza navale internazionale.

 

L’episodio dell’Ingénieur Général Haarbleicher ci ricorda quanto il mare possa essere impietoso, ma anche quanto sia fondamentale non sottovalutare mai i rischi associati ai viaggi marittimi, specialmente quando decisioni imprudenti mettono a repentaglio la vita di tante persone. La storia del relitto e del suo carico militare è oggi un simbolo della necessità di trasparenza e sicurezza in mare, un monito che continua a risuonare a più di settant’anni di distanza.