In un articolo del New York Times firmato da Eric Lipton e David A. Fahrenthold, viene messo in luce il delicato stato del Secret Service degli Stati Uniti nell’ 2024. Lo United States Secret Service (abbreviato Secret Services o USSS), è un’agenzia del governo federale degli Stati Uniti d’America controllata dal Dipartimento della Sicurezza Interna incaricata della protezione dei Presidenti degli Stati Uniti, delle rispettive famiglie e dei capi di stato in visita negli Stati Uniti.Un esodo di agenti esperti, turni di lavoro estenuanti e una cattiva gestione interna hanno lasciato l’agenzia impreparata a gestire l’anno elettorale e il crescente numero di minacce contro i leader politici. La crisi è stata esacerbata da un programma di reintegro per pensionati che è fallito, oltre che da ritardi nell’adozione di tecnologie cruciali come i droni. Nonostante gli sforzi recenti, il futuro dell’agenzia resta incerto.
Il contesto della crisi
Il 2024 rappresenta uno degli anni più difficili per il Secret Service, con elezioni presidenziali imminenti, vertici internazionali e un aumento delle minacce violente contro i leader politici, inclusi due presunti attentati falliti contro l’ex presidente Donald Trump. Le risorse dell’agenzia, già sotto pressione, sono ulteriormente messe alla prova da una gestione interna che ha portato alla fuga di oltre 1.400 dipendenti tra il 2022 e il 2023. L’agenzia ha visto un esodo di agenti formati e capaci, spesso spinti a ritirarsi prima del previsto a causa di turni estenuanti e straordinari non retribuiti, il che ha lasciato un vuoto di esperienza e competenza in un momento cruciale.
Problemi strutturali e tecnologici
Oltre alle difficoltà di gestione del personale, il Secret Service ha subito un deterioramento delle sue infrastrutture. Il centro di addestramento di Laurel, nel Maryland, soffre di gravi problemi strutturali: tetti che perdono, locali allagati e impianti obsoleti hanno reso l’addestramento degli agenti inadeguato. Nonostante le richieste di finanziamento per modernizzare le attrezzature, incluso un modello della Casa Bianca per l’addestramento, queste proposte non sono state accolte dal Congresso.
I fallimenti tecnologici hanno esposto ulteriormente l’agenzia. La mancata adozione di tecnologie moderne, come i droni per la sorveglianza, ha reso il Secret Service vulnerabile a minacce sempre più sofisticate. Durante l’attentato contro Trump a Butler, in Pennsylvania, gli aggressori utilizzavano un drone, mentre l’agenzia ne era sprovvista.
Il programma fallito di reintegro dei pensionati
Una delle principali soluzioni proposte per far fronte alla carenza di personale è stata il reintegro dei pensionati con un doppio stipendio, un tentativo che si è rivelato controproducente. Molti agenti, attratti dall’opportunità di ricevere sia una pensione che uno stipendio, si sono ritirati anticipatamente, lasciando ulteriori lacune. Una volta reintegrati, molti di loro sono stati assegnati a lavori d’ufficio, non contribuendo significativamente alla protezione operativa sul campo.
Nepotismo e favoritismi
La cultura interna dell’agenzia è stata segnata anche da percezioni di favoritismi e nepotismo, con promozioni assegnate non per merito ma per connessioni personali. Casi come quello di Alfonso Dyson, un alto ufficiale che ha favorito alcuni subordinati-clienti nella compravendita di case, hanno minato ulteriormente il morale degli agenti.
Tentativi di recupero e futuro incerto
Nonostante tutto, il Secret Service ha cercato di invertire la rotta negli ultimi mesi, aumentando il numero di nuove assunzioni e ottenendo dal Congresso uno stanziamento di 231 milioni di dollari per coprire gli straordinari e acquistare nuove tecnologie. Incentivi come sussidi per l’assistenza all’infanzia e bonus per gli agenti più anziani sono stati introdotti per trattenere il personale. Tuttavia, molti agenti sostengono che queste misure non siano sufficienti a risolvere i problemi più profondi dell’agenzia.
Con le elezioni presidenziali del 2024 alle porte, il futuro del Secret Service rimane incerto. Sebbene l’agenzia abbia ripreso a crescere numericamente, la mancanza di esperienza tra i nuovi arrivati e le persistenti lacune tecnologiche e strutturali rendono difficile affrontare le sfide imminenti. La protezione dei leader politici, una funzione critica per la stabilità democratica, è a rischio, e molti si chiedono se il Secret Service sarà in grado di superare le difficoltà attuali.
L’articolo del New York Times getta luce su un’agenzia in difficoltà, evidenziando come la combinazione di cattiva gestione, carenze di risorse e l’esodo di agenti esperti possa mettere in pericolo non solo la sicurezza nazionale, ma anche la capacità del Secret Service di svolgere il suo compito più importante: proteggere la leadership della nazione in un periodo di crescenti tensioni politiche e sociali.