6 novembre 2020

Gara al filo di lana nella kermesse elettorale americane, epidemia di Covid 19, polemica sulle zone rosse, gialle, arancio. Una serie di motivi per i quali l’attenzione dell’opinione pubblica è calata rispetto ai recenti attentati perpetrati dal terrorismo islamico.
Sono passati pochi giorni dai tragici eventi di Parigi, Nizza, Vienna e Kabul e nessuno ne parla più. E ancor di meno si è parlato e si parla del tragica strage all’Università di Kabul. La strage si è compiuta nella più importante e grande Università afgana. È frequentata da oltre 22 mila studenti. Ne hanno uccisi 22, decine i feriti.
Da quanto raccontano le agenzie, un assedio durato sette ore. È iniziato quasi al mezzogiorno. E’ terminato solo quando le forze speciali afgane e i commando americani sono riusciti a rompere l’assedio e uccidere tre aggressori.
Ma per tutto il pomeriggio sparatorie ed esplosioni nel campus dove si era rifugiata la gran parte degli studenti.
Ancora una volta lo Stato Islamico colpisce in Afganistan l’istruzione. Recente la strage nel quartiere Sciita, perpetrata il 24 ottobre provocando oltre 30 morti. Il più ragazzi.
Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attacco. E’ evidente che il delicato equilibrio dell’accordo di pace firmato tra Stati Uniti e talebani è incapace di garantire la conclusione di questo terribile conflitto.
Oltre 6000 vittime negli ultimi mesi del 2020, secondo i dati delle UN. Le truppe statunitensi si stanno ritirando. Quale sarà il futuro scenario? Gli esiti delle elezioni americane potranno mutare il destino dell’Afganistan