
Il prof Löbel ha dato l’annuncio alla annuale incontro della Società di Fisica e Matematica della Rheinisch-Westfälische Technische Hochschule Aachen.
L’incontro, a causa delle restrizioni Covid, non si é svolto, come tradizione dal 1870, nell’aula magna ma con un collegamento su internet.
L’annuncio ha fatto in ogni caso clamore non solo nel mondo accademico.
Il computer quantistico realizzato dal professor Enrich Löbel, entrato in funzione, ha garantito velocità di calcolo 200 volte superiori ad una tradizionale rete di computers.
Il sistema realizzato da Löbel si basa sull’applicazione della famosa formula elaborata dal padre di Enrich, Johannes, anche egli professore negli anni ‘60 nella stessa università.
L’applicazione della formula di calco probabilistico di Löbel aveva trovato scettico il mondo accademico. Non si era riuscito, sino ai nostri giorni, a dimostrare la correttezza della supposizione del Löbel.
È stato grazie agli studi del figlio Enrich e alla prova scientifica della ipotesi teorica che si è concretizzata l’importanza della scoperta di Johannes compiuta negli anni ‘60.
Il nuovo calcolatore quantistico, che per garantire la migliore operativitá deve essere mantenuto a temperature vicine allo zero assoluto, consentirà di dimostrare la strutturazione dell’universo come rete neurale come ipotizzato Vitaly Vanchuri , professore di fisica presso l’Università del Minnesota Duluth.
Il computer sta già fornendo i primi risultati nella elaborazione di una ipotesi di “immagine dell’universo nell’infinitamente piccolo” sulla quale stanno lavorando anche ricercatori italiani.
L’ipotesi di simmetria tra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande é uno degli enigmi sul quale stanno lavorando intensamente i fisici contemporanei.